Prima Settimana - Conoscenza elementare della glottodidattica
LUNEDI 2 LUGLIO
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9.30 - 11.00
Saluti delle autorità accademiche istituzionali
Informazioni organizzative di orientamento al corso (a cura degli organizzatori del corso)
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Introduzione alle componenti neuro-psicologiche della glottodidattica
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11.30 - 11.45
Pausa caffé
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11.45 - 13.00
Introduzione alle componenti neuro-psicologiche della glottodidattica
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13.00 - 14.30
Pausa pranzo
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14.30 - 15.45
Workshop: Introduzione alle componenti neuro-psicologiche della glottodidattica: la motivazione
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15.45 - 16.00
Pausa caffé
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16.00 - 17.00
Workshop: Introduzione alle componenti neuro-psicologiche della glottodidattica: la motivazione
Abbiamo voluto dare questo titolo al nostro workshop per focalizzare il legame indissolubile che si instaura tra aspetti cognitivi e metacognitivi ed aspetti emotivi ed affettivi nell’apprendimento linguistico. Le neuroscienze hanno fornito contributi essenziali per l’elaborazione di modelli operativi glottodidattici coerenti con le modalità naturali di funzionamento cerebrale. Storicamente, i maggiori contributi alla ricerca glottodidattica provenienti dalla neurologia e dalla neurolinguistica consistono nello studio della lateralizzazione, ossia della funzione specifica e in parte differenziata dei due emisferi cerebrali, grazie agli apporti della psicosemiotica, si è visto che i diversi tipi di messaggio – siano essi mono- o multimediali, visivi, audiovisivi o verbali – sono elaborati grazie ad una sequenza di operazioni interrelate tra i due emisferi.
La componente affettiva dell'apprendimento presa in esame dagli studi di neurolinguistica rimanda direttamente al concetto di motivazione. Proporremmo un tentativo di definizione e una riflessione ampia del e sul concetto di motivazione richiamando l’ipotesi di Rheinberg che la descrive come: „l’orientamento attivante il momento di vita attuale verso un oggetto-meta valutato positivamente“; studiando i diversi contributi sul tema, il dato che colpisce è la complessità di questo concetto che, come afferma Falko Rheinberg, è da considerarsi come una „categoria collettiva, entro la quale sono riassunti molti processi parziali e fenomeni diversi tra loro“. L’interesse per questo concetto è testimoniato ampiamente anche in ambito glottodidattico; da circa 30 anni si riconosce alla motivazione un valore fondamentale per il successo dell’apprendimento delle lingua in termini di stabilità e durata ossia, utilizzando le categorie di Krashen, per l’acquisizione linguistica. Renzo Titone, già negli anni 70, parlava della motivazione come elemento dinamogenetico dell’apprendimento all’ interno del suo “modello egodinamico” e affermava la necessità di promuovere una motivazione intrinseca all’apprendimento delle LS/L2. Il workshop fornirà l'occasione per una declinazione metodologica dei principi teorici succitati.
MARTEDI 3 LUGLIO
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9.30 - 11.00
Come organizzare una "Lezione di Lingua": l'unità di apprendimento come proposta didattica
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11.00 - 11.30
Possibili soluzioni al tema epistemologico proposto: tavoli di lavoro
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11.30 - 11.45
Pausa caffé
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11.45 - 13.00
Plenaria sulle soluzioni operative ipotizzate
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13.00 - 14.30
Pausa pranzo
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14.30 - 15.45
Cooperative Learning: metodo di lavoro e di motivazione
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15.45 - 16.00
Pausa caffé
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16.00 - 17.00
Cooperative Learning: metodo di lavoro e di motivazione
MERCOLEDI 4 LUGLIO
FIERITALS
GIOVEDI 5 LUGLIO
TECNICHE PER IL RAFFORZAMENTO DELLE ABILITÀ LINGUISTICHE
«Le tecniche fanno parte del sistema glottodidattico e solo all’interno del sistema possono quindi venire definite» (P.E.Balboni). Nel grande cambiamento che l’educazione linguistica ha vissuto negli ultimi quarant’anni lo studio e l’affinamento delle tecniche costituisce una pietra miliare nel tentativo, indispensabile, di trovare un punto di unione tra teorie in sé perfette, ma di difficile applicazione in classe e un “didattismo sterile” esplicato in attività belle, funzionali e coinvolgenti, ma che non rimandano a modelli operativi coerenti con alcun metodo o approccio. Il modello tradizionale delle “quattro abilità” (ascoltare/parlare – leggere/scrivere) viene superato, o quantomeno completato, dalle “abilità integrate” (saper dialogare, parafrasare, riassumere, prendere appunti, parlare su traccia scritta, tradurre – per iscritto e oralmente – ecc.) al cui sviluppo con-corrono “batterie di esercizi” progressivamente tarati per il raggiungimento di obbiettivi specifici. L’avvento delle nuove tecnologie ha potenziato – e in alcuni casi stravolto – il tradizionale modo di lavorare dei docenti (e dei discenti) aprendo la strada a tecniche audio-video-digitali dalla forte componente interattiva. La conoscenza e l’esercizio delle tecniche in piena e consapevole relazione con i processi di apprendimento linguistico rappresentato un’occasione unica – quasi un dovere – per ogni docente che vede aperta la possibilità di rafforzare la propria “strumentazione scientifico-professionale”.
BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE DI RIFERIMENTO
BALBONI P. E., 1998, Tecniche didattiche per l’educazione linguistica, Torino, Utet.
BALBONI P. E., 2004, Educazione letteraria e nuove tecnologie, Torino, Utet.
BALBONI P. E., 2008, Fare educazione linguistica, Torino, Utet.
BALBONI P. E., 2012, Le sfide di Balele, Torino, Utet.
BERETTA N., GATTI F., 1999, Abilità d’ascolto, Torino, Paravia.
BOSC F., MALANDRA A., 2000, Il video a lezione, Torino, Paravia
CICALESE A., 2001, Imparare a scrivere, Roma, Carocci
CAON F., 2006, El placer en el aprendizaje de la lengua, Perugia, Guerra.
FREDDI G., 1990, Azione, gioco, lingua, Padova, Liviana.
SERRAGIOTTO G. (a c. di), 2006, Il piacere di imparare il piacere di insegnare, Vicenza, La Serenissima.
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9.30 - 11.00
Tecniche per il rafforzamento delle abilità linguistiche e per il rafforzamento della riflessione sulla lingua
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11.00 - 11.30
Possibili soluzioni al tema epistemologico proposto: tavoli di lavoro
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11.30 - 11.45
Pausa caffé
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11.45 - 13.00
Plenaria sulle soluzioni operative ipotizzate
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13.00 - 14.30
Pausa pranzo
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14.30 - 15.45
Esposizione di soluzioni operative sperimentate in classe
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15.45 - 16.00
Pausa caffé
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16.00 - 17.00
Dibattito sulle soluzioni sperimentate e conclusioni
VENERDI 6 LUGLIO
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9.30 - 11.30
Workshop: creazione di un'unità di apprendimento
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11.30 - 11.45
Pausa caffé
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11.45 - 13.00
Workshop: creazione di un'unità di apprendimento
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13.00 - 14.30
Pausa pranzo
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14.30 - 15.45
Presentazione lavori e plenaria
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15.45 - 16.00
Pausa caffé
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16.00 - 17.00
Dibattito sulle soluzioni sperimentate e conclusioni
La prima settimana affronta i temi di base della glottodidattica e si rivolge sopratutto a quanti intendano dedicarsi all'insegnamento o insegnino già, ma non abbiano alcuna conoscenza glottodidattica.
Argomenti:
- le componenti neuropsicologiche della glottodidattica: motivazione ed emozione
- organizzare una "lezione di lingua"
- l'unità di apprendimento
- le tecniche per il rafforzamento delle abilità linguistiche
- le tecniche per il rafforzamento della riflessione sulla lingua
- grammatica e grammatiche


